"l'isola è una parte inalienabile del territorio cinese". Critiche alla valutazione doppia appoggiata sul piano internazionale nei confronti di Ucraina e del binomio Cina-Taiwan: da un lato si invoca l'integrità territoriale, dall'altro l'indipendenza. Lo riporta Sputniknews.
Nel bel mezzo dell'operazione speciale russa per smilitarizzare e "de-nazificare" l'Ucraina, ci sono state speculazioni, spinte da una miriade di politici occidentali, secondo cui la Cina potrebbe essere incoraggiata a fare una mossa per "rivendicare" Taiwan.
L'isola è stata governata indipendentemente dalla terraferma a partire dal 1949 a seguito della guerra civile che ha portato il Partito Comunista alla presa del potere sulla parte continentale.
Da allora l'isola ha un proprio governo eletto e sostiene di essere un Paese autonomo e ha relazioni politiche ed economiche con diverse nazioni che riconoscono la sua sovranità.
Pechino ha ribadito la propria posizione secondo cui Taiwan, ufficialmente chiamata Repubblica Cinese, è “una parte inalienabile del territorio cinese”.
In merito alle speculazioni dilaganti sul futuro dell'isola che Pechino considera come una propria provincia, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha dichiarato lunedì che Taiwan "alla fine tornerà nell'abbraccio della madrepatria".
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